Udinese-Atalanta rischia di essere rigiocata

Udinese-Atalanta rischia di essere rigiocata

La Serie A è sempre più alle prese con l’emergenza Covid e i tanti casi di positività all’interno delle rose dei club. A questo va aggiunto il mancato coordinamento tra le decisioni della Lega e le indicazioni delle ASL territoriali che spesso vanno in contraddizione e comportano ricorsi al TAR.

L’ultimo problema in ordine cronologico riguarda la partita Udinese-Atalanta, giocata il 9 gennaio scorso e terminata con il risultato di 6 a 2 in favore dei bergamaschi. I friulani erano scesi in campo con una formazione rimaneggiata e, non avendo ottenuto il rinvio dalla Lega, aveva dovuto schierare giocatori che secondo la ASL dovevano essere in quarantena.

Nelle scorse ore l’Udinese ha quindi depositato un preannuncio di ricorso al Giudice sportivo, avendo dovuto registrare anche la positività di uno dei giocatori in campo, destinato precedentemente alla quarantena. La partita si era comunque giocata per il ricorso della Lega al TAR rispetto a quanto stabilito dalla ASL e aveva costretto l’Udinese a mandare in campo calciatori in isolamento per raggiungere il numero minimo di convocati stabilito dal nuovo protocollo della Serie A.

Una situazione definita surreale dai vertici della squadra friulana che con le parole del direttore dell’area tecnica, Pierpaolo Marino, aveva chiaramente definito la sua posizione al riguardo: “Oggi hanno giocato giocatori che erano a casa in quarantena. È stata la Lega a dirci che dovevano giocare, altrimenti non avremmo raggiunto il numero minimo di 13 giocatori. In 44 anni di professione non avevo mai visto certe cose”.

Questo il motivo del ricorso per quel che concerne la regolarità della gara in oggetto, anche se non sono chiare le motivazioni che hanno portato a questa soluzione. L’ipotesi, ancora non scartata, potrebbe essere quella di far rigiocare la partita.

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