Le stranezze della Coppa d’Africa di oggi e di ieri

Le stranezze della Coppa d’Africa di oggi e di ieri

La Coppa d’Africa, anche in questa edizione con sede in Camerun, ci sta regalando aneddoti incredibili, che confermano, ancora una volta, come questa manifestazione sia terreno fertile di storie assurde, al limite del possibile.

Arrivati ai quarti di finale, abbiamo già assistito a un arbitro, vittima di insolazione, che fischia il finale di una partita con 5 minuti di anticipo, un terzino costretto a giocare in porta con le Isole Comore negli ottavi di finale e agli inni nazionali ripetutamente sbagliati che hanno costretto i calciatori a cantarli “a cappella”.

Ma il torneo continentale africano non è nuovo a stranezze e, in questa fase di pausa prima dei quarti di finale, ecco 3 episodi del presente e del passato che hanno lasciato e lasceranno il segno.

Il calciatore con il sosia

Il primo episodio da raccontare è accaduto nella Coppa d’Africa in corso. Il calciatore dell’Egitto Mostafa Mohamed, impegnato con la sua Nazionale negli ottavi di finale, ha mandato un suo amico dalle sembianze a lui simili a sostenere un esame universitario di Management e Tecnologia dell’informazione presso l’Università del Cairo al suo posto, essendo impossibilitato proprio a causa della convocazione al torneo. Un esaminatore, però, si è accorto dell’inganno e ha chiesto i documenti al “sosia”, il quale si è rifiutato di mostrarli. A quel punto è scattato il fermo della polizia locale. Il calciatore ha detto di essere all’oscuro del comportamento del suo amico, ma alcuni media nazionali hanno sottolineato come tale escamotage fosse già stato sperimentato in passato dall’attaccante egiziano in forza al Galatasaray.

Sesso Gratis se vincete

Nell’edizione 2013 della Coppa d’Africa a prendersi la scena furono le prostitute nigeriane. Una volta raggiunta la semifinale, infatti, ai giocatori della Nigeria venne promesso un premio davvero fuori dal comune: l’associazione prostitute nigeriane annunciò che avrebbe offerto una settimana di sesso gratuito per i calciatori qualora fossero riusciti a conquistare il trofeo. Le Aquile vinsero in finale contro il Burkina Faso, ma non sappiamo se la promessa è stata poi mantenuta.

Magia Nera tra i pali

Tra le leggende del calcio africano c’è sicuramente Thomas N’Kono, storico portiere del Camerun. Nel 2002, quando era ormai un ex calciatore e ricopriva il ruolo di preparatore dei portieri della sua Nazionale, fu beccato mentre si apprestava a nascondere un “oggetto magico” vicino al palo della porta che sarebbe stata occupata dall’estremo difensore del Mali, paese ospitante e semifinalista di Coppa d’Africa proprio contro il Camerun. A quel punto intervennero 10 poliziotti locali per portarlo via, e fu liberato 3 giorni dopo. Quell’edizione fu poi vinta proprio dai Leoni d’Africa.

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