Crisi Ucraina: Abramovich lascia la presidenza del Chelsea dopo 20 anni

Crisi Ucraina: Abramovich lascia la presidenza del Chelsea dopo 20 anni

Le ripercussioni del mondo del calcio come conseguenza alla crisi in Ucraina e all’invasione russa stanno coinvolgendo anche il Chelsea. Il club londinese, recentemente sconfitto dal Liverpool in finale di Coppa di Lega ai rigori, sta vivendo momenti di caos dopo che Roman Abramovich ha preso la decisione di lasciare la presidenza della squadra. Il numero uno russo avrebbe optato per questa soluzione come risposta alle possibili ripercussioni che potrebberocoinvolgere i patrimoni russi in Europa.

Il tutto nasce dalle richieste di Chris Bryant, deputato laburista del Parlamento inglese, che avrebbe richiesto pesanti sanzioni nei confronti di Abramovich, da sempre profilo vicino al presidente Putin. Il politico inglese vorrebbe anche il congelamento e il sequestro dei suoi beni, in virtù di un dossier del Ministero degli Interni dove si palesano dubbi e perplessità sui suoi rapporti con il presidente della Russia.

L’oligarca russo ha preferito quindi lasciare la presidenza del Chelsea e affidarla agli amministratori dell’ente benefico del team inglese, la Chelsea’sCharitable Foundation. A livello di gestione manageriale, però, resta in sella Marina Granovskaia e il direttore tecnico, ex leggenda dei Blues, il portiere ceco PetrCech.

La fondazione del Chelsea non ha ancora accettato l’incarico per timore di essere usati come una copertura. Nel frattempo a commentare la situazione, sono intervenuti due ex giocatori inglesi, Jamie Carragher e Gary Neville, ex di Liverpool e Manchester City, oggi opinionisti tv, che hanno condannato il comportamento del presidente della squadra campione in carica della Champions League, sottolineando come nei comunicati non ci sia stata una ferma condanna per quello che sta facendo la Russia in Ucraina, bollandolo come un “atteggiamento da codardo”.

Finisce, almeno per il momento, l’esperienza di Abramovich al Chelsea, dopo 20 anni in cui il club da realtà quasi anonima del calcio inglese è divenuta una delle big più forti del calcio mondiale.

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